martedì 9 agosto 2011

La n'chioscia




















Prima ca lu sole trase in'tra la strada
la n'chioscia quasi totta s'è dicitata.
La fatia cumenza la matina
piccè vene megghjo la matina.
La scola da picca è spicciata
e cu li scueche anchimu la sciurnata.
Sultantu pi picca ni putimu musai,
ma dopu nu picca ni putimu m'brazzai.
L'amore è bello e non ci ni pò mancai,
ma puru tl'amicizia ni putimu ccuntantai.
Sci ste nna disgrazia no t'è preoccupai
piccè quà, tutte, ni mmà aiutai.
Schirzanno e ballanno pi lu scurdai...
cca lu pani è picca... frate mia... e ce ma fai...
La notte vene puru cca ni mu stancatu,
ma notra sciurnata cuntiente mu passatu.
E la matina nnu luclo bastava
cca totta la n'chioscia si dicitava.

lunedì 20 giugno 2011

Tramontu

Nna rozzla ti soli
nfucatu
bbàsciu all'orizzonti
nnu stuezzu
ti cielu turchinu
ca si specchja
int'a mari
sprazzi ti luci
smaglianti
ca sciòcunu
int'li nuv'li
lu cori s'enchje
ti nostalgia
lu soli si ve còrca
dopu nna sciurnàta
ti fatia.

Grotte di Riggio

sabato 23 aprile 2011

Ritratti di Bbubbli Bbubbli

La Processione dei Misteri del Venerdì Santo

A Grottaglie è la Congrega del Purgatorio, fondata nel 1641 è costituita (a detto dei grottagliesi) dal ceto nobile della città, ad organizzare la Processione dei Misteri,con le sei statue che rappresentano gli ultimi momenti della vita del Cristo e la statua dell'Addoloranta. Pregevoli opere in legno e cartapesta, di epoca barocca, restaurate di recente. La processione qui è scandita, oltre dai canti delle donne e la musica della banda musicale, dal rumore delle tre "troccole" (assi di legno con maniglie di ferro) che col loro suono danno il segnale del lutto universale per l'assassinio del Re dei Re, insieme al tamburo e alla tromba.
Le troccole usate durante i misteri...
...e il tamburo e la tromba che durante la processione annunciano la morte del Cristo.

venerdì 22 aprile 2011

Pellegrinaggio ai sepolcri della Confraternità del Carmine

Affini ai "perdune" di Taranto, ai "pappamusci" di Francavilla Fontana e alle "paranze" di Mottola, i "bbubbli bbubbli alla scazata" (confratelli del Carmine) compiono il Giovedì e Venerdì Santo il pellegrinaggio ai Sepolcri delle chiese di Grottaglie scalzi e incappucciati. Secondo alcuni il termine "bbubbli bbubbli" deriva dal rumore del campanello (in latino "tintinnabulum") che usavano quando andavano per le campagne di Grottaglie, nei secoli passati, a questuare il grano e il vino per le messe; secondo altri è un termine per indicare il brusìo delle preghiere che i confratelli, sempre a coppie, mormorano sotto il cappuccio.
I riti della Settimana Santa proseguono il giorno seguente con la Processione dei Misteri a cura della Confraternita del Purgatorio: sfilano per le vie cittadine cinque statue in cartapesta risalenti alla prima metà del secolo XIX e le più antiche e preziose statue in legno dell’Addolorata e del Cristo Morto.

venerdì 15 aprile 2011

Il venerdì prima della Settimana Santa

Con la processione della "Desolata", che ricorda il vagare della Madonna in cerca di Gesù, i riti della Settimana Santa grottagliese entrano nel vivo. La processione seguita da un numeroso gruppo di fedeli e dalla Confraternita del SS. Nome di Gesù che accompagnano con canti e  musiche toccanti e strazianti. La processione parte, come da tradizione, alle ore 17:00 dalla Chiesa Matrice percorrendo l'itinerario del centro storico per poi ridiscendere nel “paese vecchio”. E propio nel centro storico che da vita l'emozionante batticuore. La solenne processione, dopo il canto e la preghiera davanti al Calvario svincola per via San Pietro e Paolo dove in antichità la statua fu scolpita da un maestro cartapestaio di Lecce (pare sia l'artista Antonio Marcagnani),dalla famiglia Sanarica per grazia ricevuta.
Dagli atti risulta che intorno al 1840, Francesco Sanarica, uomo di profonda fede religiosa, fece costruire per sé tre statue  in carta pesta: un Crocifisso, un S. Giovanni Apostolo e la Madonna Addolorata. Le statue, che avevano altezza naturale, "abitarono" nella sua casa. Alla morte di Francesco, il figlio Gaetano ereditò la casa paterna unitamente alle sacre statue e per devozione iniziò a prestarle per le varie processioni religiose locali. In seguito decise di donare la statua di S. Giovanni Apostolo e quella dell’ Addolorata alla Confraternita del SS. Nome di Gesù. A quei tempi, tra il 1860 e 1880, la Confraternita non aveva un suo Oratorio ed era ospitata nella Cappella del Crocifisso presso la Chiesa Madre. La generosità di Gaetano Sanarica si sostanziò anche con un suo obolo di cinquecento ducati, affinchè la Confraternita non facesse mai mancare le lampade accese davanti alle due statue. La Madonna Addolorata per la Confraternita diventò così la “Madonna Desolata” e per l’impegno assunto con la generosa famiglia Sanarica, la Processione della Madonna Desolata avrebbe dovuto seguire un itinerario particolare: sarebbe sempre dovuta passare da via S. PIETRO e fermarsi al numero civico 42, ovvero davanti all’ingresso di casa Sanarica, per intonare canti a gloria della Vergine. I prodigi che la Famiglia Sanarica ha ottenuto da allora sono tanti e continuano a vivere nella memoria storica dell’unica discendente di questa famiglia, la Signora Paola Maria Cira di quasi novantanni. La stessa racconta con dovizia di particolari, i miracoli che la Vergine ha adoperato negli anni, in diverse circostanze e su diversi membri della famiglia, tanto da ritenere immensa la protezione della Madonna nei confronti delle attuali e future generazioni. In una recente e breve recensione pubblicata dalla Confraternita SS. Nome di Gesù sulla Madonna Desolata sono riportati sia la storia di questa sacra statua che i prodigi della Vergine nei riguardi della  famiglia Sanarica.
Informazioni tratte da Grottagliesità

domenica 20 marzo 2011

La Quaremma

Durante il periodo quaresimale avrete la possibilità di incontrare, soprattutto se percorrerete qualche viuzza del centro storico, una vecchia vestita a lutto, brutta, magrissima, direi quasi spettrale se vi capiterà d'incontrarla di sera al buio. Vi ritroverete faccia a faccia con la Quaremma. La Quaremma altri non è che un pupazzo appeso tra un balcone ed un altro con le sembianze di una vecchia tipica dei nostri luoghi col fazzoletto nero in capo, lo scialle sulle spalle ed il grembiule, lu sunale, in vita, tipico delle massaie dedite al lavoro.
Tutto rigorosamente nero perchè la Quaremma è a lutto a causa della morte del marito, il Carnevale, che nei suoi ultimi giorni di vita ha condotto una vita dissoluta sperperando tutti i suoi beni e lasciando la sua povera moglie nella più totale miseria. La povera Quaremma allora è costretta a lavorare per colmare il buco economico lasciato dal marito e per sopravvivere. Pertanto ha in mano un fuso ed una conocchia che stanno a rappresentare la laboriosità ma allo stesso momento lo scorrere del tempo. A volte al posto del fuso può avere in mano una “cucchiara” o altri oggetti usati nel lavoro domestico, il vino e i taralli considerati il pasto dei poverelli.